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💙 Blue Monday? No grazie, voglio essere felice!
Ecco 5 consigli pratici per vivere il Blue Monday con il sorriso

Tempo di lettura: 6min
Ciao Grower!
Spero di trovarti bene.
Hai presente quella sensazione di tristezza che pervade le giornate subito successive alle feste natalizie?
Quella malinconia e nostalgia che ti porti dietro rientrando al lavoro o aprendo l’ennesimo libro per l’esame?
Beh, sappi che è normale.
Il terzo lunedì di Gennaio viene festeggiato (se così possiamo dire) il Blue Monday, ovvero la giornata più triste dell’anno.
Viene definita in questo modo perché risulta essere il momento in cui realizziamo che il piacere è finito e ci aspettano lunghi mesi di doveri.

Negli ultimi anni questa giornata è diventata di moda, ma oggi ho il pesante fardello di smontarla…
Perché il Blue Monday è Inutile?
Secondo il Principio di Riprova Sociale di Cialdini, è più comune fare un’azione o agire in modo affine alle persone che ci stanno attorno. Questo comportamento innato dell’essere umano può essere tremendamente utile quanto deleterio, specie in situazioni come questa.
Nella giornata del Blue Monday è probabile che sentirai il bisogno di uniformarti agli altri, magari rattristandoti o sentendoti in colpa della tua felicità.Il Blue Monday nasce da una ricerca scientifica. Sbagliata.
Alcuni ricercatori cercarono di calcolare quale fosse il giorno più triste dell’anno perché credevano che il malumore fosse motore di maggiori acquisti di biglietti aerei (del tipo, sono triste → viaggio).
Il problema di fondo risulta nell’equazione utilizzata per calcolare questa data, che manca di fondamenti matematici e risulta di conseguenza priva di senso…

Essere tristi è brutto. Si, essere tristi è veramente uno schifo.
Perché mai dovremmo celebrare un giorno in cui è incentivata la tristezza? Sappiamo che noi esseri umani siamo terribilmente bravi ad auto sabotarci, ma così è anche troppo, non trovi?
Questo preframe leggermente “aggressivo” era necessario per smontare l’ideale dietro a questa tristissima giornata. Dopotutto chi non detesta i vittimismi?
Vediamo adesso alcuni consigli pratici che puoi applicare domani e tutti i giorni, quando la tristezza prende il sopravvento (valgono anche quando vorresti lanciare i libri d’esame fuori dalla finestra e darti all’agricoltura… 🍅)
1. Pratica la Gratitudine
Essere grati al mondo per qualcosa è un modo utilissimo per sentirsi bene.
Prova a pensare per un attimo alla tua situazione:
✔️ Sei vivo/a, respiri e sei in gran forma;
✔️ Hai una casa, un tetto sopra la testa e il riscaldamento acceso;
✔️ Possiedi un telefono o un computer da cui stai leggendo questo post;
✔️ Hai delle passioni, sogni ed obiettivi;
✔️ Lavori, studi o stai cercando lavoro;
✔️ Sei vivo/a, lo ripeto, ma essere vivo è già una grandissima cosa.
Ringrazia sempre per le cose che hai, perché nulla è scontato.

Praticare la gratitudine aiuta a ridurre ansia a stress.
Quando siamo grati per qualcosa, il nostro corpo rilascia potenti sostanze chimiche come la dopamina e la serotonina (noto anche come “ormone del buon umore”) che ci permettono di ridurre stress ed essere più felici!
Di cosa sei grato/a oggi?
2. Fai un atto di Gentilezza
Cosa può farci stare bene se non un atto di gentilezza inaspettato?
Vivere la giornata con gentilezza, in ogni piccola azione, è un potente modo per sentirsi più felici. Un atto di gentilezza come tenere aperta la porta per qualcuno, aiutare a raccogliere qualcosa per terra, mandare un messaggio positivo ad un amico o semplicemente sorridere a chi incontri per strada può essere benefico per tutti. Sia per te, sia per le persone che incontrerai.
Un vero atto di bontà ne ispira sempre un altro!
Porta la gentilezza nella tua giornata, in ogni piccola azione, e scoprirai che ti tornerà indietro amplificata quando meno te l’aspetti!
🛑 STOP! 🛑
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3. Il potere curativo della Musica
Sembra abbastanza scontato, ma ci tenevo comunque a spenderci due parole.
L’ultima settimana è stata, per così dire, complicata.
Sono stato travolto da due notizie che mi hanno preso e ribaltato come un calzino. Rigirato, schiaffeggiato, rimesso a posto e lasciato a piangere in un angolo con i miei gatti in braccio (si, i gatti sono degli ottimi anti stress, ma ne parleremo più avanti).
Mi sono svegliato un paio di giorni con l’unico desiderio di tornare a letto e non svegliarmi mai più.
La musica è stata essenziale per risollevarmi.
Quando sentivo di toccare il fondo, mettevo le cuffie e mi lasciavo trasportare.

Accurata rappresentazione di Lorenzo che balla l’ennesima canzone Disney
Credimi quando ti dico che la voce di The Rock in “You’re Welcome” è riuscita a darmi la forza di affrontare dei giorni non particolarmente simpatici.
Qualunque sia il tuo genere preferito, non trattenerti.
Alza il volume e lasciati guidare dalla musica! 🎵
4. Quella Persona Speciale
Chi è la persona che ti fa stare bene?
Pensaci un attimo.
Tutti noi abbiamo una persona che, quando la vediamo o sentiamo, ci solleva il buonumore all’istante, con uno schiocco di dita.
Può essere un caro amico, una cugina, un collega, lo zio oppure la mamma.
L’importante non è chi sia per te, ma cosa susciti in te.
Chiamalo.
Scrivile.
Mandagli un meme.
Anche un piccione viaggiatore funziona bene.
Insomma, connettiti con questa persona e digli quanto, con la sua semplice presenza, ti faccia stare bene.
Memento Mori
La Filosofia Stoica ci ha tramandato un’importante concetto: Memento Mori.
Questo concetto, ampiamento discusso e tramandato, racchiude uno dei messaggi di felicità e gioia più grandi che abbia mai incontrato.
“Ricorda che devi morire”
Lo so, lo so.
Ti sembro pazzo.
Cosa diavolo c’entra la morte con la gioia?!
Tenendo sempre in mente questo principio, inizierai a notare tante piccole cose.
Inizierai a riflettere che oggi è un dono e che la presenza o meno di una persona nella tua vita non è scontata.
Oggi puoi abbracciare questa persona, sentire la sua voce, stringere la sua mano.
Domani magari no.
Non sottovalutarlo mai.
Ricordati di dire alle persone che le ami e le apprezzi finché puoi.
Questo è un grandissimo gesto di amore, gioia e felicità.

5. PIANGERE NON È DA DEBOLI!
Mia mamma mi ha sempre detto:
Se senti che devi piangere, piangi. Non trattenere nulla dentro di te.
Nella società attuale, il pianto è visto come un atto di debolezza.
Il pianto è visto come ammissione di fragilità.
Questa falsa verità è ancora più radicata se a piangere è un uomo.
L’uomo deve essere forte, virile, sicuro di sé e pronto a combattere.
In un mondo governato dall’apparenza, ha più valore mostrarsi forti fuori e piangere rannicchiati in casa, che parlare e discutere delle proprie insicurezze.
Questa cosa può cambiare.
Inizia a cambiarla tu.
I momenti di tristezza esisteranno sempre.
Nulla potrà impedirti di soffrire.
Non esiste un farmaco antidolorifico abbastanza forte.
Se ti viene da piangere, fallo, butta fuori tutto.
Siediti, prendi un fazzoletto, e piangi.
Goditi questi minuti di connessione con la tua parte vulnerabile e ringraziati.
Ringraziati per essere autentico/a e ringraziati di essere ancora vivo.
Se qualcuno vedendoti ti dirà: “Su, non piangere”, non arrabbiarti.
Non sa che piangere fa bene al cuore ❤️
Oggi chiudiamo così…
Non ti consiglierò un libro, podcast o qualsiasi altra cosa.
Ti consiglio soltanto, caro Grower, di salvare questa mail tra le preferite e di rileggerla quando di sentirai giù.
Essere consapevoli della propria tristezza e conoscere i mezzi per risollevarsi è il miglior regalo per la tua crescita.
Tu sei amato/a.
Il tuo Lorenzo Bottani.

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