🎢 Non iniziare un progetto personale se non ti piacciono le montagne russe!

Ma se sei un grande fan, sei sulla buona strada...

Tempo di lettura: 10min

Ciao Grower!

Un anno fa, ho deciso di salire su una montagna russa chiamata My Personal Growth Diary.

Questa newsletter è stata il mio progetto personale, il mio spazio per condividere idee, esperienze e lezioni di crescita personale.

All’inizio, pensavo che sarebbe stato un viaggio lineare, fatto di progressi costanti e soddisfazioni crescenti.

Ma, dopo dodici mesi, posso dirti una cosa: è stato tutt’altro che lineare.

Ci sono stati momenti in cui scrivere questa newsletter mi ha dato gioia pura, una sensazione di realizzazione che non avevo mai provato prima. Altri in cui mi sono sentito svuotato, senza idee, o addirittura ho pensato: "Ma chi me l’ha fatto fare?"

Eppure, è proprio questa alternanza di emozioni che ha reso il percorso così unico e significativo. Un progetto personale, che sia una newsletter, un libro o qualsiasi altra iniziativa, non è mai solo un viaggio in discesa o una semplice passeggiata.

Oggi, voglio condividere cosa ho imparato durante questo primo anno di viaggio sulle montagne russe di My Personal Growth Diary.

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Iniziamo?!

Salite, discese e curve inaspettate

Un progetto personale come My Personal Growth Diary è esattamente come una montagna russa: ci sono le salite ripide che ti riempiono di aspettative, le discese improvvise che ti lasciano senza fiato, e le curve inaspettate che ti fanno perdere per un attimo l’orientamento.

Ogni fase è intensa e unica, e ciascuna ha qualcosa da insegnarti.

Le salite: l’entusiasmo e la motivazione

Le salite sono quei momenti in cui tutto sembra possibile.

Quando ho iniziato questa newsletter, ero pieno di idee, ispirazione e voglia di fare.
Mi immaginavo un pubblico coinvolto, feedback positivi e una routine fluida per scrivere ogni settimana.

Ogni piccolo passo avanti (il primo iscritto, il primo commento entusiasta) mi riempiva di adrenalina e mi faceva salire sempre più in alto.

Ma le salite, per quanto emozionanti, richiedono anche energia.

Più ti spingi in alto, più senti la fatica accumularsi.

E a un certo punto, arriva l’inevitabile discesa.

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Le discese: la fatica e i dubbi

Le discese sono quei momenti in cui ti sembra di perdere il controllo.

La fatica si accumula, l’ispirazione sembra svanire, e inizi a dubitare di te stesso e del valore del progetto.

Per me, le discese sono arrivate quando avevo l’impressione di scrivere solo per routine, senza trovare nuovi stimoli.

Oppure quando, dopo un invio che ritenevo speciale, i risultati non erano quelli che speravo.

In quei momenti, mi chiedevo: "Ha senso continuare? Forse sto sbagliando tutto." 
È facile lasciarsi scoraggiare durante le discese, ma è importante ricordare che non sono mai permanenti.

Sono parte del percorso, e spesso ti aiutano a ritrovare la concentrazione e a riscoprire il tuo perché.

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Le curve inaspettate: sorprese e cambi di prospettiva

Poi ci sono le curve: i momenti in cui succede qualcosa di totalmente imprevisto.

A volte può essere una sorpresa positiva, come un’email inaspettata da un Grower che ti dice che hai cambiato il suo modo di vedere le cose.

Altre volte è un ostacolo che non avevi previsto, come mancanza di tempo o difficoltà tecniche che mettono alla prova la tua capacità di adattarti (come le maledette/benedette video interviste… dio solo sa quante volte l’ho invocato editando quei video) 💀​

Queste curve mi hanno insegnato che non tutto può essere pianificato.

Ci saranno sempre eventi imprevisti che ti obbligano a ricalibrare il percorso, ma è proprio in queste situazioni che trovi le tue risorse più nascoste.

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Odiare ciò che ami

Può sembrare un paradosso, ma ci sono momenti in cui ti ritrovi a detestare il tuo progetto personale, anche se lo hai scelto, lo ami, e lo hai iniziato con tutto l’entusiasmo del mondo.

Per me, è successo più volte con My Personal Growth Diary.

Ci sono stati giorni in cui guardavo il foglio bianco e sentivo solo frustrazione.
Altre volte, completavo un articolo e pensavo: "Non è abbastanza buono." 
E, lo ammetto, ci sono stati momenti in cui avrei voluto mollare tutto.

Questo succede perché un progetto personale non è solo divertimento o passione: è lavoro, impegno e dedizione.

È normale che, a volte, pesi sulle tue spalle.

Quei momenti di "odio" non sono la fine della storia.
Sono il segno che stai investendo davvero qualcosa di importante in ciò che stai facendo.

Perché succede tutto ciò?

  • 🥺 Perché ci tieni. Se non ti importasse del progetto, non proveresti frustrazione nei momenti difficili. Quella sensazione di fastidio è un segnale: significa che hai a cuore ciò che stai creando.

  • 😬 Perché ci sono aspettative. Quando metti il cuore in un progetto, è facile cadere nella trappola del perfezionismo. Vuoi che sia tutto perfetto, e quando senti di non essere all’altezza delle tue stesse aspettative, subentra il malumore.

  • ​🧗​​ Perché il percorso è impegnativo. Un progetto personale richiede costanza, anche nei giorni in cui la motivazione manca o la stanchezza prende il sopravvento. È naturale, allora, provare un po’ di risentimento verso qualcosa che ti chiede così tanto.

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POV: stracci un foglio perché non puoi stracciare a metà il monitor

L’altra faccia dell’amore

In fondo, amare qualcosa non significa essere sempre felici e soddisfatti.

Amare significa continuare a impegnarsi, anche quando è difficile, perché sai che il viaggio, con tutti i suoi alti e bassi, vale la pena.

Quei momenti di frustrazione che ho vissuto con My Personal Growth Diary?

Ora li vedo come una parte essenziale del percorso.

Sono stati i momenti che mi hanno spinto a crescere, a migliorare, e a scoprire quanto tengo davvero a questo progetto.

Come affrontare il viaggio

Affrontare la montagna russa di un progetto personale richiede preparazione, pazienza e la capacità di adattarsi alle emozioni contrastanti.

Ecco alcune strategie che mi hanno aiutato durante il primo anno di My Personal Growth Diary:

  1. 📉 Accetta che non sarai sempre al top: Non c’è niente di male nell’avere giornate no. La creatività e l’energia non sono infinite, e ci saranno momenti in cui ti sentirai svuotato o scoraggiato. Non interpretare questi momenti come un segno di fallimento: sono semplicemente una parte normale del processo.

  2. 🧘‍♂️ Impara a prenderti delle pause: Una delle lezioni più importanti che ho imparato è che fermarsi non significa mollare. Prendersi del tempo per riposare, riflettere e recuperare energie è essenziale per affrontare il viaggio con più slancio. Anche la montagna russa, a un certo punto, deve rallentare per poter ripartire.

  3. 🤙​ Torna al tuo “perché”: Nei momenti più difficili, chiediti: "Perché ho iniziato questo progetto?" Ritrovare le motivazioni che ti hanno spinto a cominciare può aiutarti a superare i dubbi e a ritrovare la passione. Il tuo “perché” è la tua bussola, quella che ti guiderà anche quando il percorso sembra incerto.

  4. 🥳 Celebrati, anche per i piccoli successi: È facile concentrarsi su ciò che manca o su ciò che non va, ma è altrettanto importante riconoscere i traguardi raggiunti. Ogni passo avanti – grande o piccolo – merita di essere celebrato. Ogni invio di questa newsletter, ogni nuovo iscritto, ogni feedback ricevuto è stato per me un promemoria che stavo facendo progressi, anche quando non me ne rendevo conto.

  5. ✍️ Accogli ogni fase del percorso: Invece di resistere alle emozioni negative o cercare di rimanere sempre in alto, prova a vivere ogni fase del viaggio con consapevolezza. Le salite, le discese e le curve hanno tutte un loro valore, e insieme creano un’esperienza che non potresti vivere in nessun altro modo.

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Io che mi rilasso alle 17:43 di una domenica sapendo che ho ancora tutto l’articolo da scrivere

Una corsa che vale la pena fare

Affrontare un progetto personale è un’esperienza intensa, fatta di alti e bassi, ma è proprio questa intensità che lo rende così speciale.

Non si tratta solo di arrivare al traguardo, ma di tutto ciò che impari e scopri di te stesso lungo il percorso.

Se sei su questa montagna russa, sappi che non sei solo.

Ogni curva e ogni salita che affronti è una dimostrazione del tuo impegno, del tuo coraggio e della tua voglia di crescere.

Tieni duro, goditi la corsa e ricorda: il viaggio è ciò che conta.

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Bello finire con una generosa dose di cringe…

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