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🚀 Questo singolo consiglio è la chiave per fare partire la tua attività!
Fidati di me, ti basta solo questo piccolo tip...

Tempo di lettura: 10min
Ciao Grower!
Un anno fa, ho fatto una cosa che mi spaventava: ho lanciato questa newsletter.
Era un periodo strano per me.
Tra università, vita da pendolare, sport, idee, passioni e un progetto in testa.
Pochi sanno che in realtà l’idea di My Personal Growth Dairy è nata a Gennaio 2023, ma si è lentamente evoluta e trasformata nella newsletter che stai per leggere oggi.
Tornando a noi, non avevo tutte le risposte, non sapevo esattamente come sarebbe andata, e non mi sentivo "pronto".
Ma ho iniziato comunque.
Se c’è una lezione fondamentale che ho imparato in questo primo anno, è questa: non devi sapere tutto per iniziare. La vera crescita avviene nel fare, nel provare e nell’imparare lungo il percorso.

Iniziamo?!
Il mito della perfezione
Viviamo in un mondo che ci fa credere che per fare qualcosa dobbiamo essere esperti, impeccabili, preparati al 100%.
Ci convinciamo che ci serve il "momento giusto", l'idea perfetta, o quel corso in più per essere pronti.
Beh, questo momento perfetto non arriverà mai.
Non mi sono mai sentito abbastanza preparato.
Guardavo gli altri e pensavo: "Sono più bravi di me, più esperti, più organizzati." Quella mentalità mi ha frenato più volte.
Poi, mi sono detto: "E se il primo passo fosse solo iniziare?"

Il resto è tutto in discesa!
L’arte dell’imparare facendo
Quando ho pubblicato il primo numero della newsletter, non era perfetto.
Anzi, era terrificante…
Avevo delle incertezze, qualche errore qua e là, ma l'ho fatto comunque.
Nessuno mi ha giudicato.
Anzi, ho ricevuto feedback che mi hanno aiutato a migliorare.
Ogni numero che ho scritto è stato una lezione:
1. Ho scoperto cosa funziona e cosa no
Quando ho iniziato questa newsletter, avevo in mente tante idee: argomenti, stili, formati.
Ma finché non ho premuto "invia", erano solo ipotesi.
Scrivendo e pubblicando, ho potuto osservare concretamente cosa funzionava.
Quali argomenti suscitavano interesse?
Quali titoli catturavano l'attenzione?
Quali storie trovavano davvero risonanza con chi leggeva?
Questa non è teoria: è pratica pura.
Alcuni temi che pensavo fossero sicuri successi si sono rivelati meno coinvolgenti del previsto (molti più di quanto pensassi).
Altri, invece, che temevo potessero risultare troppo personali o di nicchia, hanno ricevuto una risposta entusiasta.
Ogni invio è stato un esperimento.
Ho analizzato i feedback, le aperture, i commenti, e ho imparato a tarare meglio la mia comunicazione.
Ho capito che non c’è una formula perfetta: si tratta di ascoltare, osservare, e adattarsi. Questo tipo di apprendimento è possibile solo nel fare, nel testare le proprie ipotesi nel mondo reale.

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2. Ho accettato la paura del fallimento
Una delle paure più grandi all’inizio era: "Se sbaglio e dico qualche cazzata?"
Con il tempo ho realizzato che gli errori non sono una minaccia ma una parte essenziale del processo.
Mi è capitato in alcuni articoli di commettere piccoli errori di battitura e puntualmente di sentirmi in imbarazzo per questo, ma indovina un po'?
Nessuno ha smesso di seguirmi per questo.
Alcuni Grower mi hanno anche scritto per dirmi che la newsletter era comunque interessante e utile.
Questi episodi mi hanno insegnato due cose importanti:
✅ Gli errori sono normali. Tutti sbagliano, e spesso ciò che temiamo verrà giudicato con severità, in realtà passa inosservato o viene visto con indulgenza.
🚀 Gli errori sono opportunità. Ogni volta che qualcosa non è andato come previsto, ho imparato una lezione preziosa. Quelle sviste mi hanno spinto a migliorare il mio processo di revisione (spoiler, le faccio leggere alla mamma ❤️)
La cosa più importante è che gli errori mi hanno insegnato a non farmi paralizzare dalla paura di sbagliare.
Senza quegli scivoloni non avrei mai raggiunto il livello di consapevolezza che ho oggi.

3. Ho costruito fiducia in me stesso
All’inizio, quando ho deciso di lanciare questa newsletter, la fiducia in me stesso era... altalenante.
Mi chiedevo continuamente: "Sarò all’altezza? Piacerà a qualcuno? È davvero utile ciò che sto facendo?" Quel dialogo interno era pesante, e spesso ha rischiato di frenarmi.
Ma poi, qualcosa è cambiato.
Non è stato immediato, né magico, ma con ogni numero che pubblicavo, con ogni piccolo risultato raggiunto, sentivo crescere dentro di me una nuova consapevolezza: "Ce la posso fare."
Ogni invio, ogni feedback positivo, ogni piccolo progresso era un mattoncino nella costruzione della mia fiducia.
Non era solo una questione di numeri, ma di azioni ripetute che mi dimostravano che, passo dopo passo, ero capace di migliorare e crescere.
Come ho costruito questa fiducia:
📅 Focalizzandomi sulle azioni, non sui risultati. Non avevo il controllo su quante persone avrebbero letto o risposto alla newsletter, ma potevo controllare quanto mi impegnavo a scrivere un contenuto utile e autentico. Fare del mio meglio in ogni numero mi dava un senso di realizzazione, indipendentemente dai numeri.
🏃 Celebrando ogni piccolo passo. Il primo iscritto. Il primo feedback positivo. Il primo mese consecutivo di invii regolari. Ogni piccolo traguardo era una conferma che stavo andando nella direzione giusta, e mi motivava a continuare.
⌚ Accettando che la fiducia si costruisce con il tempo. All’inizio mi aspettavo di sentirmi "sicuro" subito, ma non è così che funziona. La fiducia non arriva prima di agire: arriva mentre agisci. Più mi mettevo in gioco, più dimostravo a me stesso di essere in grado di affrontare le sfide.

Il coraggio di essere imperfetti
Iniziare significa accettare che sarai imperfetto (o trapassato prossimo).
Ma questa imperfezione è il tuo punto di partenza, non la tua destinazione.
Ogni volta che rimandi un progetto perché non ti senti pronto, stai perdendo l’opportunità di imparare.
Pensaci: nessuno nasce esperto.
Tutti i grandi progetti, le carriere di successo o le idee innovative sono partite da un primo passo, spesso incerto e imperfetto.
Il tuo primo passo
Se c’è qualcosa che vuoi fare, un progetto, un’idea, un obiettivo, inizia oggi.
Non aspettare di sapere tutto.
Non aspettare di sentirti pronto.
Inizia, impara, e lascia che il percorso ti mostri ciò che devi sapere.
Non so dove mi porterà questa newsletter nei prossimi anni.
Ma so che l'avventura del primo anno mi ha insegnato più di quanto avrei mai potuto imparare senza fare quel primo, imperfetto passo.
Se stai aspettando il momento perfetto, questo è il tuo segno: il momento perfetto è adesso.

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